Le dinamiche competitive tipiche di una economia di mercato hanno subito negli ultimi anni un processo di notevole accelerazione.
Tradizionalmente, infatti, la concorrenza fino a oggi ha riguardato direttamente le imprese, i prodotti e i servizi che dalle aziende sono progettati, realizzati e distribuiti.
Le esperienze di successo del recente passato hanno fatto emergere un nuovo modello di mercato internazionale che sposta la competizione dal confronto tra i singoli operatori a quello tra bacini territoriali, regioni e interi paesi.
Le istituzioni locali, in virtù delle deleghe loro assegnate dal governo e dalle autorità europee, hanno il compito di pianificazione strategica dello sviluppo e di attuazione di un programma di interventi compatibili con il potenziale di risorse culturali, naturalistiche, produttive e umane espresso dal proprio territorio e sostenibili in termini sociali, economici e ambientali.
Piano Metodologico ed Operativo
Il piano metodologico operativo è il documento quadro per l’avvio dell’attività di pianificazione strategica.
Si assume la definizione di Piano Strategico come “disegno politico dello sviluppo sostenibile in una prospettiva di medio – lungo periodo, mediamente decennale, e di orientamento, nel vincolante rispetto del capitale sociale ed ambientale, alla ricerca di condizioni di coesistenza con i piani urbanistici comunali, i piani provinciali di coordinamento e gli strumenti di programmazione degli investimenti pubblici”. Il piano, caratterizzato come “un atto volontario” deve assolvere la “missione di sostegno alla convergenza ed alla sinergia tra le politiche di coesione europee e nazionali, le programmazioni regionali e le strategie di sviluppo delle città facilitando la concertazione interistituzionale”.
La pianificazione strategica ha l’obiettivo esplicito di definire una strategia decennale di sviluppo per la città e la relativa area di influenza al fine di assicurare lo sviluppo economico produttivo, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini favorendo uno sviluppo sostenibile del territorio , garantendo un’adeguata dotazione di servizi in relazione al ruolo di riferimento.
L’obiettivo finale e i traguardi intermedi devono essere esplicitamente indicati e resi misurabili in relazione allo sviluppo del Piano.
Il piano focalizzerà la questione essenziale del cambiamento e dell’attuazione effettiva di una nuova fase dello sviluppo basato su una visione sistemica dei settori, incentrato sul territorio e sull’attualizzazione dei potenziali inespressi, sostenuto da forti interventi per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione e sviluppare la società della conoscenza e per combattere l’esclusione sociale.
L’articolazione del piano comprende:
1) la diagnosi sullo stato di fatto dell’area. Attraverso il confronto collettivo, si deve pervenire: a) ad un’analisi condivisa sul dove si trovano e dove stanno andando la città e il territorio e b) ad un’analisi condivisa del come si caratterizzano e dove conducono le strategie di sviluppo locale in essere.
2) la descrizione della visione dell’area in un’ottica temporale decennale, l’insieme di linee strategiche, obiettivi e azioni (singoli progetti) che gli attori pubblici e privati, promotori del piano, intendono realizzare ognuno per la parte di propria competenza.
L’elaborazione del piano utilizzerà i numerosi studi sull’area già prodotti da istituti pubblici e privati.
La Governance del Piano Strategico
Dalle esperienze di successo realizzate in Italia e all’estero, è emerso che il modo migliore per affrontare la complessità del compito della attuazione di un Piano Strategico è quello di rifarsi ad una metodologia di pianificazione partecipata e condivisa, fin dalla sua idea iniziale, tra tutti i soggetti rilevanti dell’area. La governance del piano è coerente con questa impostazione.
Sul piano comunale e territoriale, la governance prevede, in sintesi:
- un ruolo di “motore del piano” in capo al Sindaco, alla Giunta, al Consiglio comunale.
- la costituzione di un Ufficio del Piano con un Responsabile operativo del piano ed una segreteria tecnica costituita da una segreteria, un esperto junior in comunicazione ed un tecnico junior (Ingegnere/ Architetto) che avvia il processo e lo guida fino al suo termine;
- la costituzione di un comitato scientifico comprensivo di competenze diverse (urbanistica, sociologia, economia urbana, ICT, comunicazione e marketing ecc.), rappresentate da esperti dei diversi settori;
- la costituzione di un comitato di rappresentanza dei maggiori soggetti e interessi pubblici e privati dell’area (denominato “Forum dello sviluppo”) affiancato da un “Comitato interistituzionale permanente” costituito dai principali enti locali dell’area;
- gruppi di lavoro per le tematiche rilevanti.
Le condizioni esogene per la pianificazione strategica dipendono da soggetti esterni di livello europeo, nazionale e regionale. I progetti per lo sviluppo economico e sociale possono implicare il ricorso a finanziamenti rilevanti e, di norma, devono misurarsi con le competenze e le scelte degli altri livelli istituzionali. Occorre una governance multilivello, come messo in evidenza nel seminario nazionale promosso dal ministero. La domanda di programmazione territoriale integrata, che la pianificazione strategica rappresenta, deve essere recepita nella programmazione regionale. Questa deve ri-orientarsi dalla dimensione settoriale a quella integrata e territoriale. In relazione a questa esigenza, anche i livelli istituzionali sovralocali devono rimeditare le esperienze di programmazione territoriale integrata al fine di attrezzarsi in modo coerente alla nuova fase. Verosimilmente sono necessari anche adeguamenti legislativi ed istituzionali al fine di rappresentare l’istituzione locale nel livello regionale. In ogni caso sin dalla prima elaborazione del piano strategico occorre una cooperazione fattiva fra l’istituzione locale e quella regionale. Occorre in particolare sburocratizzare il rapporto puntando al merito delle questioni attraverso un processo dialettico rigoroso e concludente in tempi adeguati all’urgenza dei problemi.